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L’azienda Badevisco tra le eccellenze casertane in occasione della visita del premier Renzi

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Il 16 gennaio 2016 il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha fatto visita alla Reggia di Caserta. L’occasione è stata la riconsegna alla direzione della Reggia delle sale utilizzate dalla scuola specialisti dell’Aeronautica militare. Questo giustifica la presenza in loco dei ministri della Cultura e della Difesa, Dario Franceschini e Roberta Pinotti, con i quali il premier ha ammirato le meravigliose sale dell’edificio vanvitelliano e si è soffermato per qualche ora con imprenditori locali ed esponenti delle istituzioni e delle associazioni.

È stata infatti un’importante occasione per parlare dell’annoso problema della “terra dei fuochi”, ma anche per sottolineare quanto tale problema non debba incidere su un’imprenditoria, quella enogastronomica locale, tanto ricca di eccellenze. «Oggi – ha dichiarato Matteo Renzi – siamo qui per dire che accanto alle problematiche, che vogliamo considerare come prioritarie, della terra dei fuochi, ci sono quelle da valorizzare della “terra dei cuochi”, con la bellezza dell’agroalimentare campano e casertano».

 

Matteo Renzi a Caserta con le autorità e gli imprenditori locali (foto De Martino – ilMattino.it)

Motivo in più, questo, per essere orgogliosi e soddisfatti per la nostra presenza a Caserta. L’azienda olivicola Badevisco era infatti tra le imprese agricole chiamate a rappresentare l’eccellenza dell’enogastronomia casertana in occasione della visita del premier. Un riconoscimento alla qualità e genuinità dei prodotti oleari Badevisco che contribuisce a sottolineare la bontà e la sicurezza della maggior parte del prodotto agricolo del territorio aurunco, presente alla Reggia di Caserta anche con aziende del settore vitivinicolo.

La visita del Presidente del Consiglio lascia alle imprese e alle istituzioni locali una speranza di maggiore attenzione da parte dello Stato alle problematiche del territorio, unita ad una promessa di interventi diretti e investimenti finalizzati alla salvaguardia di quanto di buono la “terra di lavoro” già produce ed esporta in tutto il mondo, e al recupero e alla bonifica di molti territorio che potrebbero diventare punto di partenza dell’attività di nuovi giovani imprenditori dell’agricoltura casertana.

 

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